Ce ne vorrebbe una per stagione, di certo anche con climi più temperati. L’ esperienza di Musica Nelle Aie, solido raduno folk nelle campagne attorno a Faenza, si è rivelata catartica per il neofita, con piena soddisfazione e diverse scoperte. Un percorso di dolci pendenze e spiazzi per il ristoro ha fatto da cornice alla costellazione di bande, oltre venti, che nella calura davano fondo al proprio repertorio, più o meno equamente diviso tra bourées del nord e tarante del sud, tradizione celtica e napoletana, con significative escursioni verso le culture d’ altrove. La ciclogiuria ha premiato l’ originalità dei lucano-fiorentini Lampasciounazz, dal batterista adolescente al frontman che per cassa usava una tanica: rimarchevole la capacità di adattare il linguaggio folk a misurate influenze jazz e hip hop, “ un’ erba selvatica che cresce spontanea sul cemento”. Ma in tanti sono valsi la segnalazione: da Servaij e Compagnia dell’ Erba Bona che tenevano straordinariamente alte le ballate del Piemonte con piva e ghironda, al Canzoniere Piceno portavoce i storia sociale, ai prog Marcabrù e agli eclettici Ochtopus dal retrogusto reinhardtiano. Un successo di (tanto) popolo e di (ottima) musica per allargare sempre più i confini di una manifestazione pura, da sostenere con vigore pari al suo vino.
Enrico Veronese
Da Blow Up 112 - settembre ‘07
La Musica nelle Aie non è solo una rassegna di musica folk ma un'importantissima realtà culturale che esprime al meglio, in una tre giorni di musica, cultura e gastronomia, il suono della terra, dei luoghi abitati e di chi li lavora.
Le aie come agorà e come spazi attraversati dalla laboriosità quotidiana dei contadini, proprio come Pietro Bandini, ideatore del festival nonché voce del gruppo folkloristico romagnolo Quinzan e proprietario dell'omonimo podere: "occhi in su ad invocare la pioggia e mani in giù a lavorare la terra"; recita più o meno così un verso di una sua canzone, e non poteva scegliere meglio che ambientare la conferenza di apertura di questa rassegna proprio nella sua fattoria, accompagnando le parole di esperti e addetti del settore, con vino e salame di mora romagnola e un miniconcerto della Banda Putiferio. L'incontro intitolato "salvaguardia e sviluppo delle biodiversità musicali", presieduto da Giordano Sangiorgi (MEI/Audiocoop), Mauro Pizzato di Slow Food Italia, oltre ovviamente al nostro padrone di casa Piretro, ha portato alla luce l'annosa questione circa la tradizione musicale romagnola e la musica del liscio, che da parecchie decine d'anni ha polverizzato le tradizioni più storiche della cultura musicale contadina: per questo sono stati molto importanti alcuni interventi di esponenti della musica popolare, i quali hanno ribadito l'importanza di un rilancio culturale in Italia affinché si riconosca la musica folk tradizionale come patrimonio culturale che rappresenti direttamente a pieno la storia musicale del paese senza rischiare ancora una volta di essere rappresentati a Cuba, con tanto di finanziamenti SIAE, dall'Orchestra Casadei. L'anticipo musicale di Musica Nelle Aie, lasciato alla Tresca il venerdì sera, ha dimostrato subito l'interessa del pubblico folk che grazie alla fiammante esibizione del gruppo viterbese ha accolto con entusiasmo l'apertura della rassegna musicale.
Il sabato invece è stata la volta di una serie di esibizioni dei (in ordine di apparizione) Marcabrù , quartetto di ispirazione prog-folk con accenni alla world music più vicina alle atmosfere celtiche, dei Treni in Corsa, con il loro folk ispirato al combat italico ma che hanno dimostrato un intensa maturazione aurorale, dei Ij Servaj una proposta di musica tradizionali delle Valle Occitane, dei 'U Munacidde, gruppo folklorico di Gravina di Puglia cha ha proposto uno spettacolo folklorico-teatrale concentrato sui ritmi della tarantella davvero divertente e riuscendo a scaldare al punto giusto una folla di giovani che non ha esitato a ballare e divertirsi negli intermezzi di teatro dialettale.
Hanno chiuso la serata di sabato i Drunk Butchers (i macellai ubriachi), una band di scalmanati bolognesi in kilt che si sono cimentati nella più alcolica ed esplosiva esibizione d'ispirazione Dabliners, tirando in ballo cover di puro folk-rock irlandese da delirio.
Le band in questione le abbiamo poi ritrovate il giorno successivo lungo il percorso della Musica nelle Aie, ovvero il clou della manifestazione con una folta schiera di gruppi selezionati dallo staff (Carla, Aldo e Pietro): le band si sono ritrovate nelle vesti di buskers, proponendo, lungo i luoghi più impensabili quali vigneti, ville coloniche, aie di fattorie o ai bordi di verdi campi d'orzo, il loro repertorio riuscendo per quasi quattro ore a catturare l'attenzione dei passanti appositamente accordi per lo splendore e la riuscita di questa manifestazione.
È interessante come in molti casi si sia ricreato lo spirito della musica nelle Aie, dove le tradizioni musicali hanno avuto la meglio riuscendo a comunicare il significato di questa manifestazione che dal canto suo, non si è mai chiusa ai cross over o ai rinnovamenti dei generi più tradizionali riuscendo, come nel caso dei Lampasciounazz, vincitori di questa edizione, a scovare la componente più futuristica e selvaggia del folk contemporaneo. I gruppi della domenica, oltre a combattere la calura e la fatica dovuta al protrarsi delle performance libere, venivano giudicati da una giuria, la quale ha assegnato alla fine di tutto il percorso quattro riconoscimenti, oltre ai vincitori sopra citati, ad altre quattro realtà riconoscendone la validità del progetto sempre di ambito folk. Hanno così ricevuto il premio: il gruppo dei 'U Munacidde, per la loro professionalità, trasformando la drammaturgia teatrale musicale in un quasi avanspettacolo", dimostrando grandi doti strumentali e canore, i Ij Servaj per il loro apporto tradizionale inerente alla tradizione occitana d'Oc; gli Ochtopus hanno saputo coniugare lo stile accademico in un progetto musicale dove l'influenza strumentale dei fiati (corno, oboe, sax, tromba) ha caratterizzato un arrangiamento davvero personale con un repertorio di brani est europei, argentini (Piazzola) ed ebraici. Infine il riconoscimento artistico è andato ai Maracbru, una delle migliori proposte di attitudine world-music. Si sono distinti tra le numerose realtà musicali i seguenti gruppi: i sopra citati Drunk Butchers, i Tereni in Corsa, questi ultimi espressione di una maturazione artistica non indifferente che li ha visti cominciare come cover band per finire ad avere un eccellente repertorio di folk rock, La Compagnia dell'Erba Bona per aver organizzato uno stage di danze popolari, Le Caruse per la loro freschezza e spontaneità nell'interpretare musicalmente e nella danza la pizzica salentina e il canzoniere Piceno e la sua ricerca storico-sociale di una valenza veramente inestimabile.
Musica nelle Aie ha il pregio di essere una delle poche iniziative che permette al pubblico meno purista e disinteressato ai particolari delle musiche tradizionali di interessarsi al folk, di avvicinarsi o semplicemente di divertirsi in un clima conviviale, a contatto con la natura e la bellezza dei paesaggi, nonostante l'impronta tradizionale sia la base fondamentale da cui partire nelle selezioni dei gruppi partecipanti e dove rivalità e campanilismi non trovano di certo terreno fertile.
Vito Sartor
www.mescalina.itoni deitr
La Musica Nelle Aie – Castel Raniero Folk Festival
Castel Raniero (RA), 11-13 maggio 2007
Evento assai atipico nel panorama musicale italiano, “La Musica nelle Aie” (www.musicanelleaie.org) è un festival folk sui generis: non si tratta, insomma, di una delle tante (troppe?) manifestazioni che scelgono la strada dell’autoghettizzazione e del settarismo (non sarebbe la prima, né l’ultima), caratteristica che troppo spesso emerge quando si parla del genere. Proprio perché sui generis, assolutamente fedele al concetto di “popolare” che è alla base dello stesso termine “folk”. Senza facili tentazioni populiste o semplificazioni eccessive, con alcuni aspetti logistico-organizzativi ancora da ottimizzare, ma con un terreno fertile su cui costruire un futuro sempre più importante e credibile. La tre giorni faentina, inaugurata la sera dell’11 maggio nell’area del festival dal concerto dei viterbesi La Tresca, è proseguita il giorno seguente presso l’azienda agricola di Pietro Bandini, ideatore e animatore dell’evento giunto ormai alla sua ottava edizione, sede di una stimolante anche se dispersiva tavola rotonda sulla “biodiversità musicale”, realizzata in collaborazione con il MEI e con altre istituzioni non solo musicali dell’area faentina, una piattaforma importante su cui costruire nuove riflessioni. I concerti serali hanno lasciato spazio ad alcuni dei gruppi che si sarebbero esibiti il giorno successivo. Giornata impegnativa quella di domenica 13: un percorso circolare di 5 chilometri nel mezzo delle colline romagnole che circondano la capitale della ceramica, con una ventina di gruppi dislocati lungo il percorso a suonare, chi all’imbocco di un crocicchio, chi al limitare di una raduna, chi nel cortile di una casa o di fronte ad un cancello, in acustico o con una amplificazione ridotta a disposizione, una giuria dotata di bicicletta e alcune tappe eno-gastronomiche per rifocillare i presenti. Al termine dell’intenso pomeriggio, il responso dei giurati ha evidenziato la buona qualità degli intervenuti (pur non mancando alcune proposte assai poco ispirate o assai poco stimolanti), e soprattutto una visione del folk aperta e in evoluzione. I vincitori Lampasciunazz, formazione pugliese di stanza in Toscana e comprendente un giovanissimo batterista e un sassofonista solo in apparenza fuori settore, hanno fatto emergere l’animo più spontaneo della manifestazione, mentre il quartetto dei segnalati è risultato essere piuttosto composito: piemontesi I Servaj, testimoni della tradizione franco-provenzale e occitana più “roots” e più legata alla dimensione del ballo, muniti di ghironda, cornamusa e organetto, gli interessanti Marcabrù e la loro visione progressiva (l’uso di strumenti poco ortodossi come il didjeridoo, costruzioni che ricordano i gruppi più illuminati del folk rock britannico, vedi Pentangle, reminiscenze di Rock In Opposition), gli Ochtopus, originale ipotesi di folk bandistico contaminata da fiati e infiltrata da aromi jazz, e infine U’Munacidde, formazione salentina di spiccata teatralità, coinvolgente e assai competente per padronanza scenica e qualità dell’interpretazione. Il sottoscritto vorrebbe segnalare, al di là della cinquina vincente, un duo bolognese voce e chitarra che ci si augura possa fare strada: il D’Emblé Acoustic Duo, incontro tra una voce blues à la Portishead e una chitarra spericolata e oscillante tra blues canonico e fingerpicking alla John Fahey, che ci ha fatto una ottima impressione. Fuori gara, visti i riferimenti smaccatamente angloamericani? Diremmo proprio di no, poiché anche quella declinazione rientra nella grande famiglia dell’autentica musica popolare. Ce chi si aspetta, o perlomeno ipotizza, la nascita di un qualche legame tra il nostro patrimonio musicale e quella rinnovata sensibilità folk che negli ultimi anni ha attraversato l’indie rock angolamericano e non solo. Castel Raniero potrebbe diventare il luogo ideale dove consumare questo matrimonio.
Alessandro Besselva Averame
http://www.ilmucchio.it/pdf/fdm_36.pdf
non passavo un pomeriggio così bello
da molto, molto tempo.
Domenica scorsa, "Musica nelle Aie", tra Faenza e Castel Raniero.
Ero giurato al concorso musicale, ma vale assolutamente la pena tornarci anche da turista.
Io, una bici, dell'ottimo vino, pasta fatta in casa, comunità intergenerazionale, trattori, giochi di carte, dolci declivi, vigneti e ville, a ogni postazione un ristoro e un gruppo di musica popolare: quasi nessuno sprovveduto, tantissimi degni di menzione per originalità e freschezza.
Ma soprattutto persone splendide e un'organizzazione eccellente. Aldo, Carla, Pietro.
Ci tornerò di sicuro la prossima primavera, e porterò della gente con me.
Enver
Volevo complimentarmi per l'ottima organizzazione di MusicaNelleAie folk festival, splendido festival immerso in un altrettanto splendido paesaggio, con una organizzazione a dir poco eccellente.... il tutto al costo di 1 EURO!!!!! bisognerebbe organizzarle più spesso cose di questo tipo!!
Chi c'è stato? Siete daccordo con me?
un edizione spettacolare da ogni punto di vista: che dire, da prendere come esempio e l'anno prossimo tutti a Castel Raniero, anche gli indierockers!
dal forum di Rockit
La Woodstock delle Aie
Autorevole candidata al titolo di "Manifestazione più affascinante del comprensorio" in questi giorni "Musica nelle Aie" chiude le iscrizioni per il 2007. La nuova edizione si terrà nelle giornate di venerdì 11, sabato 12, e domenica 13 maggio 2007 sempre sulle colline di Castel Raniero, a pochi minuti da Faenza. Ancora una volta ci scommettiamo, sarà un successo.
Per chi nonne avesse mai sentito parlare, basti dire che la manifestazione ideata da Pietro Quinzan Bandini unisce l' allegria e il coinvolgimento dei migliori festival di musica di strada con un piglio orgogliosamente campagnolo, fatto di passeggiate nella natura, aria buona, prodotti del territorio e voglia di stare insieme. Descrizione troppo idilliaca? Mica tanto. Lo scorso anno la tre giorni di Castel Raniero ha attirato un pubblico degno di un grande festival rock. Ogni anno cresce e, nonostante questo, continua a seguire una linea chiara, senza compromessi e ammiccamenti.
Prima di tutto per quanto riguarda la musica, con gruppi che- al di là del nomee dell' appeal più oi meno popolare - condividono in primis una linea e un' estetica di un certo tipo. Certo: come tutte le cose fatte per passione soldi ai suonatori ne girano pochi ( a meno di non ritrovarsi tra i premiati e/o di riscuote un buon consenso "al cappello" ) ma il punto non è quello: il bagno di folla, l' esperienza e l' ambiente valgono la trasferta. venerdì e domenica sono previsti i tradizionali concerti serali di musica folk. Sabato,oltre al concerto serale, dalle 19 fino alle 24 si esibiscono sul palco di Castel Raniero alcuni gruppi/solisti selezionati dall' organizzazione, nel pomeriggio di domenica, poi, gli stessi gruppi/solisti, assieme a molti altri selezionati e provenienti da tutta Italia sono dislocati lungo un percorso di circa 5 chilometri dove possono suonare ed esibirsi per l' intero pomeriggio nelle aie, nei campi, sulla strada. Durante il pomeriggio, un' apposita giuria si mescola al pubblico per ascoltare tutti i gruppi/solisti e decretare in serata (di solito verso le 20 ) il vincitore. Le persone accorrono nell' ordine delle migliaia e , se il tempo è clemente, il colpo d' occhio è un qualcosa di indimenticabile. Un unico, enorme serpentone umano. Dicevamo della scadenza: chi vuol partecipare all' edizione 2007 deve affrettarsi: c' è tempo solo fino al 28 febbraio.
Per informazioni si può visitare il sito www.musicanelleaie.org o via mail a mna@musicanelleaie.org
(da settesere due del 24 /02 /07)
Un' altra cosa apprezzabile della due giorni è il contatto cercato con la terra che la ospita dando particolare risalto alle produzioni locali: e così sono consegnati riconoscimenti in ceramica illustrata da Malleus, vengono organizzati una serie di concerti nei locali della cittadina fino a tarda notte, "Notte Light", e il principale festival della zona, Musica nelle aie, trova posto all' ingresso dei due capannoni principali con la sua tipica commistione tra specialità enogastronomiche e musica offrendo i microfoni ai vincitori dell' ultima edizione, la coinvolgente folk band L' Archidamo che non si smentisce e riesce a far ballare il piazzale del Mei.
Elisa Orlandotti
(tratto da Jam di gennaio 2007)
…Aspettando Risonanze Unplugged 2006
Ciao a tutti!
Poche righe per raccontarvi di una manifestazione a cui ho avuto la fortuna di partecipare dal 12 al 14 maggio scorso in quel di Faenza. Si tratta del Festival “Musica nelle Aie.”
www.musicanelleaie.org
Tra le colline di Faenza, i ragazzi del circolo Acli di Castel Raniero organizzano da diversi anni un festival di Musica Folk tra i più promettenti d’Italia con all’interno la particolarità di un concorso musicale in cui gli artisti suonano per strada, tra i campi e le aie delle case, mentre la gente passeggia accompagnata dalla musica e dalla bellezza del paesaggio.
Una passeggiata quindi, o un giro in bici tra vigneti, ulivi e splendidi scorci, accompagnati da tanti musicisti, tante band sparse all’interno delle case, delle vie, dei campi. Una musica coinvolgente come il sapore del vino e dei prodotti tipici di questa terra che ad ogni tratto si poteva avere la fortuna di incontrare ed assaporare.
Un grande ringraziamento va ad Aldo e Carla, ragazzi conosciuti via mail che mi hanno invitato a partecipare al concorso in qualità di giurato. Con gentilezza mi hanno accompagnato in questa festa di musica e di sapori, ma soprattutto di gente di tutte le età, gente contenta che teneva il tempo in perfetta armonia che la bellezza che ci circondava. Ripensandoci adesso ho il ricordo di aver partecipato a una vera festa di vita.
E di gente, ce n’era veramente tanta, senza che mai vi siano stati problemi tecnici o di ordine pubblico (…non ho mai visto un carabiniere!!!). Ho solo visto facce sorridenti di ragazzi, anziani, famiglie con bambini che andavano e venivano per la collina.
E subito il pensiero va a Risonanze Unplugged e al nostro spirito cosi vicino a quello dei ragazzi di Castel Raniero. Questa esperienza è stata veramente un’iniezione di fiducia, fiducia nel fatto che si possano creare ottime manifestazioni basando tutto sulla semplicità, sul contatto umano tra le persone! Consiglio a tutti questo Festival, anche solamente per trascorre un finesettimana in un luogo fantastico.
Quindi grazie al Festival Musica nelle Aie e ai ragazzi di Castel Raniero che speriamo di poter ospitare all’edizione 2006 di Risonanze Unplugged il 7, 8 e 9 dicembre a Limena (Pd)!
Andrea
www.associazioneexperimenta.it
SetteSere 20 maggio 2006
Castel Raniero Folk Festival, un'edizione da favola
Nelle Aie, a spasso, in 15mila
(con sberleffo alla pioggia)
Faenza, Successo strepitoso del "castel Raniero Folk Festival - La Musica nelle Aie" Tenutosi nel fine settimana appena trascorso,
da venerdì 12 fino alla sera di domenica 14. Successo strepitoso nonostante il maltempo, per fortuna limitato alla notte fra sabato e domenica e alla domenica mattina, che ha comunque comportato la trasformazione del manto de manto erboso de campo di calcio di Castel Raniero - dove c'era lo stand gastronomico, il palco principale per le orchestre, insomma il "fulcro" della manifestazione - in una fangaia degna delle paludi maremmane. L'organizzazione ha egregiamente sopperito con l'impiego di passerelle di legno e per altro, come noto, la manifestazione era diffusa in una vasta zona, in pratica una trentina di siti, perlopiù vere proprie aie di altrettante case fra le vie Castel Raniero, Rinaldini e Rio biscia: Un quadrilatero di 6-7 Km di perimetro dove numerosissimi spettatori si sono abbastanza distribuiti.
Se la buona riuscita di un evento si dovesse misurare solo in ragione del numero degli intervenuti, allora la "Musica nelle Aie" andrebbe promosso con un 10 e lode; anzi, se è per quello i partecipanti son stati fin troppi, più della capacità della zona: strade di accesso completamente intasate, parcheggi strapieni,gente ovunque (ma saggiamente l'organizzazione aveva interdetto le vie Rinaldini e Rio Biscia
al traffico automobilistico predisponendo un servizio di bus navetta)Si sa del resto che altri fattori, non solo quello dell'afflusso, sono importanti e allora a maggior ragione la riuscita:la "Musica nelle Aie", giunta quest'anno alla settima edizione, ha dimostrato di essere un'iniziativa originale, creativa, molto legata ai caratteri paesistici e paesaggistici autentici della collina faentina. Non è un caso che moltissime persone si siano mosse a piedi, per poter apprezzare anche la cornice naturale delle aie, fatta di campi e di siepi ma anche di
boschetti, filari di pini e cipressi, ville ottocentesche e panorami sulla vicina pianura: il tutto ben familiare ai Faentini ma non così scontato per i forestieri che invece hanno rimarcato di apprezzarlo e non poco.
Ma quanti sono stati, in totale, gli intervenuti? Un conteggio esatto è impossibile, mancano i biglietti (tutti gli spettacoli erano ad ingresso libero) e tuttavia secondo Pietro Bandini (Quinzân dell'omonimo gruppo di Castel Raniero, principale organizzatore dell'iniziativa), una stima realistica può attestarsi sulle 15mila presenze complessive. Contenti?"No, contentissimi - dice, e a riprova cita solo due esempi - Tutti i gruppi ci hanno riempito di complimenti per l'ambiente,l'ospitalità,l'organizzazione,eccetera;io personalmente mi sono commosso domenica sera nel veder ballare insieme tanta gente - bambini,giovani,anziani - senza alcuna differenza di età".
Da un punto di vista dei contenuti va rilevato come questo genere di musica - popolare, di riscoperta delle proprie radici - sia ben lontano da un folklore stereotipato e minerario. Oltre trenta gruppi esibitisi ha proposto il meglio del rispettivo patrimonio regionale, dalle tammuriate napoletane agli sfrenati balli pugliesi, lombardi, piemontesi, fino alle più antiche ninne-nanne contadine che sconfinano nella poesia e nell'antropologia. Inutile precisare che la parte del leone l'anno fatta i violini, le fisarmoniche, i flauti e i vari strumenti a fiato fino alle zampogne pastorali, ma anche le voci-do bellezza struggente quella di Paola Sabatani della scuola di musica popolare di Forlimpopoli - non sono state da meno.
Si potrebbe obbiettare, volendo proprio per cercare il pelo nell'uovo, che il repertorio,dopo sette anni, comincia ad accusare qualche vago sintomo di stanchezza e reperibilità, essendo per natura sempre quello. I rimedi probabilmente si possono cercare nell'allargamento degli inviti, nel coinvolgimento di gruppi (magari anche esteri) più distanti dalle realtà gia ben note o ancora più impegnati in una ricerca che, in teoria, pescando più a fondo nel vecchi può sempre sfornare qualcosa di inedito e quindi di nuovo.
Sandro Bassi
14 marzo 2006
Sono arrivati 100
demo di partecipazione
a "Musica nelle aie" 2006
FAENZA - Tantissime le adesione pervenute a la "Musica nelle aie" 2006 che si presenta come una grande manifestazione di musica popolare.
Da un pò di anni a metà maggio (dal 12 al 14 maggio) tutti gli appassionati di ambiente, natura, musica sport ed enogastronomia tipica
si danno appuntamento nelle prime colline faentine: per la precisione a Castel Raniero per partecipare in massa alla manifestazione La musica nelle aie, ideata da Pietro Bandini, "azdòr" dell' omonima Fattoria Didattica, e portata avanti da un gruppo di volontari del Cicolo Acli di Castel Raniero insieme al Comitato Feste e Sagre di Fenza con la collaborazione del MEI di Faenza.
Sono stati oltre 100 i demo pervenuti tra questi la giuria ne ha fatto una prima scrematura.
Sono 50 gli iscritti tra band e solisti da cui verranno scelti i 30 che si esibiranno al Castel Raniero Folk Festival, nelle 30 aie messe a disposizione nel pomeriggio dagli agricoltori residenti nella collina faentina, di domenica 14 maggio che si tiene all'interno del ricco cartellone di musica popolare che va dal 12 fino alla domenica 14 maggio.
tratto dal quotidiano "LA VOCE" martedi 14 marzo 2006
Migliaia in collina
per ballare con
i musicisti di strada
Si stanno fregando le mani gli organizzatori della tre giorni di
Musica nelle aie a Castel Raniero: le presenze stimate hanno infatti sfiorato
le 10mila unità. La giornata di punta è stata domenica pomeriggio quando si sono succeduti lungo il percorso ad anello di oltre 5 chilometri interno alla ex colonia di Castel Raniero, sede storica di grandi eventi rock negli anni '80, ben 35 gruppi di musica popolare di grande qualità provenienti da tutta Italia. Centinaia e centinaia di faentini hanno preso d'assalto la collina, chi in bici, chi in moto, chi in auto. Lungo la salita verso la ex colonia, le vetture erano parcheggiate nei posti pi impensati.
L' abilità dei musicisti, la bellezza dei brani eseguiti, la simpatia dei gruppi hanno trasmesso felicità a tutti; in tanti hanno improvvisato balli e danze nelle aie dove i buskers si erano fermati a suonare. Era i palio anche un premio: per la giuria ( fra gli altri Fabrizio Foschini degli Stadio e Simone Strocchi di Rockit) ha proclamato vincitori La Banda dei Falsari, gruppo romano capace di miscelare suoni folk mediterranei con ritmi in levare dello ska e un canto in stile hip hop. Segnalazioni per i Cappello a Cilindro, sempre di Roma, e La Tresca, viterbesi ispirati dalle musiche dei Modena City Ramblers. La miglior band romagnola e la miglio band faentina de Castel Raniero Buskers Festival son risultati i Marcabru', 'nati' alla scuola di Musica popolare di Forlimpopoli, e gli Ossanèma, faentini, che ripropongono le musiche del Sud Italia. La manifestazione è stata organizzata dal circolo Acli di Castel Raniero in collaborazione con Regione, Provincia, Comune di Faenza, Terre di Faenza, Strade del Sangiovese, 100 Chilometri del Passatore, Casa della Musica e Mei 2005.
Particolarmente interessante, da un punto di vista della fruizione del territorio, è apparsa la possibilità di reinventare un percorso panoramico come quello di via Castel Raniero, Via Pideura, Via Rinaldini e rio Biscia solitamente frequentate da podisti ad uso dei faentini solitamente pigri, ma invogliati a fare quattro passi da una serie di eventi a portata di mano.
FAENZA - Grande successo della manifestazione musicale svoltasi nell'ultimo weekend
In diecimila hanno bazzicato le aie
La Banda dei Falsari vince Il Castel Raniero Buskers Festival
Erano in diecimila alla musica nelle aie e al Castel Raniero Buskers Festival Sono stati tre giorni entusiasmanti per le manifestazioni faentine. Ma il giorno di punta è stato domenica pomeriggio, quando si sono succeduti lungo il percorso ad anello di oltre 5chilometri intorno alla ex colonia di Castel Raniero sede storica di grandi eventi rock negli anni '80, ben 35 gruppi di musica popolare di grande qualità provenienti da tutt'Italia. La giuria composta tra gli altri da Pietro Bandini e Massimo Buldrini della Musica nelle Aie, Giordano Sangiorgi del Mei, Fabrizio Foschini degli Stadio e Simone Stocchi di Rockit ha proclamato come vincitori La Banda dei Falsari, band romana capace di miscelare suoni folk e mediterranei con ritmi in levare dello ska e un canto in stile hip hop. Originali e innovativi. Segnalazioni speciali sono andate ad due eccellenti band: i Cappello a Cilindro, sempre di Roma, già vincitori delle selezioni per il Primo Maggio, con una rinnovata musica poplare che incrocia l'eleganza, stramberia, romantica disillusione e denuncia sociale con tanta allegria e spontanietà; e a La Tresca, viterbesi ispirati dalle musiche dei Modena City Ramblers. Sono state poi proclamate la miglior band romagnola e la miglior band faentina del Castel Raniero Buskers Festival. Prima sono risultati i Marcabru', originari della scuola di musica popolare di Forlimpopoli, tra le piu' prestigiose d' Italia, capaci di rivisitare la tradizione Romagnola incrociandola con i suoni del mondo. Mentre secondi sono risultati gli Ossànema, faentini che ripropongono le musiche del sud d' Italia. La manifestazione è stata ben Organizzata dal circolo Acli di Castel Raniero in collaborazione con Regione Emilia Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Faenza, Stade del Sangiovese, 100 chilometri del Passatore, Casa della Musica e Mei 2005 con il sostegno del Copaf e Fattoria Didattica Bandini.
Articoli tratti da: Il Carlino Romagna e il Coriere di Romagna del 10/maggio/2005